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11.4.13

Voi parlatevi... io non ascolto

Esce in questi giorni “CasalecchioNews” di aprile. In prima pagina un intervento del sindaco di Casalecchio Gamberini fa il punto sulla bidonata comunale abbattutasi sulla citta'.

L'esordio dell'articolo e' sul numero di kit distribuiti e sulla partecipazione alle assemblee. Partecipazione: “oltre 6.000 cittadini”. Bene, benissimo. Ma siccome il blog ad alcune assemblee c'era, sa che una buona meta' degli interventi erano di perplessita' quando non di critica al metodo adottato dalla giunta con pugno di ferro. Poi c'era chi semplicemente chiedeva chiarimenti e non per questo usciva poi rassicurato. Sentirsi quindi “confortato” da parte del sindaco e aver “raccolto ottimi segnali” dalle assemblee (parole tratte dall'articolo) e' un po' come sventolare il bandierone allo stadio, quando ha segnato la squadra avversaria. 


Ma per Gamberini “i cittadini piu' critici erano spesso animati dalla preoccupazione per il decoro o per il comportamento individuale del proprio vicino”. Beh, qui il sindaco ha visto proprio un altro film. Il vicino c'entra poco: c'entra la puzza in casa; c'entra il non potersi muovere se si vogliono svuotare i rifiuti; c'entrano orari impraticabili e spazi che non si hanno per farsi la discarica domestica. C'entra l'estate che arrivera' e ci trovera' con l'organico che marcisce fra le nostre mura. C'entra il rispetto delle esigenze di tempo e di spazi di vita dei cittadini. C'entra l'ascolto.

Si', perche' sono tutte cose che all'amministrazione sono state dette chiarissimamente fin dai consigli comunali di sei mesi fa, con tanto di proposte correttive. Tutte ignorate. Poi sono venute le lettere e le mail al sindaco (sulle quali mancano i numeri). Poi le assemblee. Poi le centinaia di firme raccolte da un raggruppamento trasversale di forze politiche. Poi il 20% delle famiglie che non ritira il kit (dato tratto dall'articolo). Ma la giunta non vede e non sente: un atteggiamento sordo e intollerante che sta all'opposto della medicina consigliata da Gamberini per i casalecchiesi ancora scettici. La ricetta per superare le perplessita' e' infatti “la solidarieta' sociale”. Solidarieta' sulle scelte dell'amministrazione, naturalmente, perche' sul modificare qualcosa del progetto che cambiera' la vita ai casalecchiesi non ci sono che promesse per un futuro indefinito.

“Il senso civico trova vigore nella fiducia verso gli altri, le istituzioni, lo Stato”, scrive il sindaco. Ecco, in queste condizioni avere fiducia verso le istituzioni locali diventa un'impresa molto, ma molto difficile.



4.4.13

Grande Fratello monnezzone



Quasi in ogni famiglia c'e' una pecora nera. Nella comunita' di Casalecchio e' un fratello, un fratello grande, anzi, proprio un Grande Fratello. E ha strane abitudini. Rifiuta ai concittadini le telecamere di sicurezza nei quartieri con problemi di microcriminalita' (“il problema e' un altro”), ma vuole guardare nei posti piu' sporchi e piu' individuali, i sacchi e i bidoni dell'immondizia di ogni famiglia. Lo fa, tra l'altro, usando impropriamente la tessera sanitaria delle persone, che dovrebbe servire a garantire le cure ai cittadini, ma che viene usata per costruire un sistema di gestione dei rifiuti antiigienico, che impone di far marcire i rifiuti nelle case fino a quattro o sette giorni. Nel medioevo ci avrebbero riso in faccia.

Manda poi in giro volontari degni di miglior causa, non a rinforzare servizi sociali sempre piu' carenti, ma a guardare dentro i sacchi per trovare prove della loro provenienza; dell'indirizzo di chi, colpevolmente preso dalla propria vita, ha sbagliato giorno od ora, mentre al telefono provvede il comune coi dati che ha chiesto senza proporzione in un kafkiano modulo burocratico degno di Orwell. E arriveranno le multe, mentre pagheremo di piu' per tutto questo.

Infine tutti a casa, lunedi', martedi', mercoledi', giovedi' e domenica fra le 18 e le 20.30: passano i poveracci sottopagati dal gestore dei rifiuti (anche questo!) a raccogliere a mano sacchi e bidoni, mentre i manager dello stesso gestore brindano ai loro stipendi faraonici.

Mi e' stato riferito di un parroco di Casalecchio che aveva depositato tre sacchi perfettamente confezionati davati alla canonica nel giorno giusto, sul marciapiede lungo la strada: non glieli hanno ritirati per giorni. Sembra che ci siano dei “sacchi antipatici”: quelli che vengono lasciati li', non raccolti, senza che si capisca bene il motivo (stanchezza? Carico di lavoro eccessivo? “Avvertimento” ai proprietari? “Mi stai antipatico”?). Martedi' ho visto un grosso sacco nero con sopra attaccato un grande biglietto scritto a mano: “carta”. Chissa' se sara' piaciuto, se sara' stato capito, se sara' stato raccolto. E quando non saranno piu' sacchi di plastica, ma bidoni pieni di rifiuti organici?

Eppure no, non siamo sul Truman show. Abitiamo a Casalecchio di Reno, Bologna, Italia.

“..casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!”